Conoscere le tecniche grafiche per la progettazione di un marchio ci permette, non solo di approcciarci al progetto nel modo più corretto e funzionale ma ci da le basi per comprendere qual è il metodo comunicativo più idoneo ad esso.

Tipologie di marchio: caratteristiche e quale scegliere

Tipologie di marchio: caratteristiche e quale scegliere

Conoscere le tecniche grafiche per la progettazione di un marchio ci permette, non solo di approcciarci al progetto nel modo più corretto e funzionale ma ci da le basi per  comprendere qual è il metodo comunicativo più idoneo ad esso.

Certo non è facile elencare tutte le tecniche esistenti perché sono infinite però sicuramente è utile conoscere e tener bene in mente quelle principali. In questo articolo scoprirai quali sono.

Monogramma

Il monogramma è una tipologia di logo che si è diffusa sopratutto nei nostri tempi. Essa consiste nel rappresentare i nomi o le sequenze di parole con le iniziali, possiamo definirlo un vero e proprio assemblaggio tipografico.

Questa tipologia di marchio può essere utile nel caso in cui il nome dell’azienda sia troppo lungo, ma nello stesso tempo nasconde dei lati negativi in quanto è più difficile da memorizzare e riconoscere o almeno il pubblico avrà bisogno di più tempo.

In alcuni casi possiamo avere un acronimo-monogramma, che usa anche più di una lettera iniziale per parola, ne è un esempio “Cariplo” che deriva da “Cassa di Risparmio delle provincie lombarde”.

Logotipo/Marchio parola

Il logotipo o marchio parola è caratterizzato dal nome realizzato con una particolare grafia. Qui ha un ruolo fondamentale per la riconoscibilità e memorizzazione la grafica visiva del lettering.

Questo modello di marchio è utile nel caso in cui il nome del brand sia di impatto, semplice e composto possibilmente da un massimo di 7 lettere.

Un classico esempio è il marchio della Coco-cola, chi oggi non lo conosce!

Logotipo figurativo

Un marchio-parola inscritto dentro una forma geometrica, come un cerchio, un rombo e così via.

Anche in questo caso, questa tipologia può essere utile nel caso in cui il nome del brand non sia ne troppo lungo ne troppo difficile da ricordare.

Un esempio di logotipo figurativo è il logo di Ikea.

Marchio figurativo

Comprende il nome in una forma grafica particolare accompagnato da un simbolo grafico stilizzato, chiamato anche pittogramma, che raffigura e ricorda un soggetto universale dell’azienda.

Sicuramente ha un potere aggiunto in quanto usa la forza di un’immagine espressivamente condivisibile e riconoscibile da tutti, ma oggi diventa sempre più difficile creare dei marchi figurativi veramente originali.

Prima di continuare con la lettura, visto che per preparare questo articolo c’è voluto molto tempo, in cambio, vi chiedo solo di lasciarmi un like, qui sotto. Vi sarei veramente molot grata. Grazie!
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Marchio astratto

Comprende il nome in una forma grafica particolare accompagnato da un simbolo grafico stilizzato e di pura fantasia.

Progettare questo tipo di marchio non è facile perché si può con facilità cadere nell’errore di produrre qualcosa di esistente o di mancata emozionalità.

Marchio illustrato

Un logotipo accompagnato da un elemento figurativo complesso, come una illustrazione o una fotografia.

Usato spesso per prodotti di largo consumo per garantire una comunicazione visiva maggiore, ma come ogni tipologia anche questa nasconde il suo aspetto negativo in quanto in dimensioni piccole perde di lettura e riconoscibilità.

Conclusione

Volete creare un logo che sia veramente funzionale? Studiare il brand (grazie a un brief accurato) del nome e conoscere le tipologie di marchi può sicuramente aiutarci a comprendere quale sia la strada più giusta da intraprendere. Io ho trovato utile tenere sempre a portata di mano questa classificazione, così da valutare al meglio l’approccio migliore, spero che anche voi lo troviate interessante, se è così per favore non dimenticate di lasciare un “like” o un “commento”, vi sarei molto grata.

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Alla prossima

Nicoletta da Click Grafica

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