È un sistema di comunicazione visiva, basato su pittogrammi. Il suo obiettivo è quello di comunicare le informazioni in modo visivo, semplice, immediato e senza l'ausilio di parole.

L’Isotype: la rivoluzione della comunicazione visiva

L’Isotype: la rivoluzione della comunicazione visiva

Avete mai sentito parlare dell’Isotype (International System of typographic Picture Education)?

L’isotype è un sistema di comunicazione visiva, basato su pittogrammi, che supera le barriere linguistiche e culturali. Un sistema ancora in uso oggi e dal quale possiamo imparare molto, sopratutto se come me, sei un grafico designer.

Un metodo, chiamato inizialmente “metodo Vienna di statistica visiva“, inventato nel 1925 da Otto Neurath (filosofo, sociologo ed economista austriaco), il quale in seguito riconoscendo la necessità di un aiuto da parte di un designer, chiede a Gerd Arntz (illustratore) una collaborazione per realizzare segni elementari, pittogrammi che potessero riassumere nella pratica e visivamente ciò che il sistema viennese asseriva. Da quel momento assume un nuovo nome: Isotype.

Il suo obiettivo è quello di comunicare le informazioni in modo visivo, semplice, immediato e senza l’ausilio di parole.

Sono due i pensieri che hanno spinto Otto Neurath a cercare e ricercare un sistema adatto alle nuove esigenze, scopriamoli:

  • riconobbe l’importanza e il ruolo fondamentale che le immagini avevano nell’uomo, il quale si istruisce e conosce tramite impressioni visive, illustrazioni, fotografie, immagini ecc… riuscendo ad apprendere più velocemente che tramite un linguaggio verbale;
  • Nel corso degli anni i segni e la comunicazione universale si sono evoluti sempre più, nasce così la necessità di modernizzarsi, di andare incontro a questo cambiamento per riuscire a comunicare al meglio le informazioni al pubblico.

Da queste consapevolezze Otto Neurath insieme all’aiuto di Gerd Arntz dopo tante analisi e statistiche inventarono e realizzarono visivamente un sistema universale: l’Isotype.

Isotype: la rivoluzione visiva

Otto Neurath e Gerd Arntz riescono ad avviare un nuovo modo di comunicare, vengono realizzate così tutte quelle comunicazioni visive come le icone nei computer, alle info-grafie nei giornali, servizi televisivi, nelle riviste, negli edifici fino ad arrivare alla segnaletica stradale e dei trasporti.

Tale sistema ebbe così tanto successo che Otto Neurath insieme a Marie Neurath e al grafico tedesco Gert Arntz che tradusse la teoria di Neurath in un sistema di segni grafici funzionali, riuscirono a divulgare tale sistema in molti paesi europei, creando le basi per lo sviluppo dell’Information design nel ventesimo secolo.

Ancora oggi, questo metodo viene applicati anche nei progetti grafici moderni, come per esempio nei simboli sportivi delle Olimpiadi.

Come mai riuscì ad avere tutto questo successo? come un simbolo può superare le barriere linguistiche?
Risponderemo a queste domande più avanti, nel frattempo se vi incuriosisce leggetevi le brevi biografie dei due inventori.

Breve biografia del suo inventore: Otto Neurath

Otto Neurath (1882-1945)
Filosofo, economista politico e sociologo austriaco, nato a Vienna nel 1882.
Con Moritz Schlick, Hans Hahn, Rudolf Carnap, Kurth Gödel e altri, diede vita nel 1924 al Circolo di Vienna, da cui si sviluppò una corrente di pensiero che divenne nota come neopositivismo.
Nel 1929, Neurath fu tra gli autori del manifesto del neopositivismo, “Per una visione scientifica del mondo”.
Nel 1925, Neurath fondò e diresse il Museo Sociale ed Economico di Vienna.

Neurath era cosciente del ruolo sempre maggiore che le immagini stavano prendendo nell’ambito della comunicazione.
Neurath disse:“L’uomo moderno riceve una grande parte delle sue conoscenze e della sua istruzione in generale tramite impressioni visive, illustrazioni, fotografie, film. I quotidiani di anno in anno mostrano sempre più immagini. Inoltre, anche la pubblicità opera con segnali ottici e rappresentazioni visive. Mostre e musei sono certamente il risultato di questa incessante attività visiva.

Prendendo spunto dalle teorie di Wittgenstein sul linguaggio, Neurath immaginò un linguaggio visivo composto da icone che potessero combinarsi tra loro secondo regole stabilite, per dar vita a un sistema di comunicazione visiva universale.
Neurath è l’inventore del metodo Isotype (International System of typographic Picture Education)

Breve biografia del suo inventore: Gerd Arntz

Gerd Arntz (1900-1988)

Già da giovane, nato in una famiglia tedesca di commercianti e produttori, Gerd Arntz era un artista socialmente ispirato e politicamente impegnato.

Per il suo “metodo Vienna di statistica visiva”, Otto Neurat aveva bisogno di un designer che potesse realizzare segni elementari, pittogrammi che potessero riassumere un argomento in modo visivo e immediato, così chiese ad Arntz di collaborare con lui. Lo stile deciso di Arntz si adattava perfettamente agli obiettivi di Neurath, e così invitò i giovani artisti a venire a Vienna nel 1928, e lavorò per sviluppare ulteriormente il suo metodo, in seguito noto come ISOTYPE, International System Of TYPographic Picture Education.

Durante la sua carriera, Arntz ha progettato circa 4000 pittogrammi diversi e illustrazioni astratte per questo sistema. Allo stesso tempo, lavorava con Neurath e i suoi collaboratori nella progettazione di mostre e pubblicazioni per il museo di Vienna.

Nel 1930 pubblica una raccolta di 100 statistiche visive “gesellschaft und Wirtschaft”
Potete qui visionare alcuni dei suoi progetti realizzandosi basandosi sulla teoria dell’isotype

Per visionare alcuni suoi progetti cliccate qui: http://www.gerdarntz.org/isotype

I principi fondamentali dell’Isotype

Neurath disse: “Un’immagine che fa un buon uso del sistema deve trasmettere tutte le informazioni importanti riguardo all’elemento che rappresenta. Al primo sguardo si vedono gli elementi più importanti, al secondo i meno importanti, al terzo i dettagli. Al quarto, non dovrebbe cogliersi più nulla”.

Infatti, i segni che si basano su questo principio devono avere le seguenti caratteristiche:
semplicità;
• riconoscibilità;
• immediatezza.

Si smise di creare simboli con una presenza di molti dettagli, si cominciò a dare maggior risalto al messaggio o informazione che dovevano trasmettere anziché all’estetica. Una nuova comunicazione che doveva avvenire senza l’ausilio di parole. Dovevano avere una forma facilmente memorizzabile e con un significato chiaro e immediato. Il tutto sempre ben concretizzato con le regole delle forme grafiche.

Cambiò anche l’impiego dei colori. Si smise di utilizzare troppi colori. L’Isotype ne suggerisce solo 7:
bianco;
• blu;
• verde;
• giallo;
• rosso;
• marrone;
• nero.

Queste caratteristiche fanno del segno un “linguaggio internazionale” e un “linguaggio come ausilio visivo“. Infatti, Neurath ne suggerisce l’uso nell’istruzione, nella realizzazione di un’Enciclopedia universale delle scienze, e nella comunicazione tra persone di lingue diverse.

Da questo momento in poi sono molti i progetti che si sono basati su queste teorie. Uno di questi è “lo studio della simbologia sportiva” —https://www.erco.com/service/press-release/images/erco_4_2404_342.jpg— per le Olimpiadi di Monaco del 1972 di Otl Aicher, dove tutte le figure si compongono su una griglia modulare rigorosamente a 90 e 45 gradi.

Prima di continuare con questo articolo volevo ringraziarvi per l’attenzione e chiedervi per favore di lasciare un like qui sotto. Ve ne sarei grata perché per me sarebbe un gesto gratificante. Grazie!

L’isotype e il design di oggi

Il design odierno è il frutto di una somma di tutti i concetti, gli studi di svariate discipline e tecniche. I principi dell’Isotype non fanno eccezione.
Oggi grazie all’evoluzione tecnologica abbiamo degli strumenti che ci permettono di essere il punto di incontro tra la tecnologia visiva e le persone.

Oggi, più che mai, di qualsiasi progetto grafico si tratti: dai loghi ai cartelli pubblicitari; dalle fotografie ai video; dai social al sito web e tanto altro, si avverte il bisogno di trasmettere delle informazioni nel modo più semplice e immediato possibile.

Sì, uno dei nostri compiti come designer è il ridurre il più possibile la complessità con l’obiettivo di esaltare gli aspetti veramente importanti, come il messaggio aziendale e i bisogni dell’utente. Tutto questo anche al costo di non valorizzare l’estetica.

Non vi sembra lo stesso concetto espresso dai principi dell’Isotype?

Possiamo ispirarci ad essi per i nostri futuri progetti, tenendo in mente i 3 punti principali:
• semplicità;
• riconoscibilità;
• immediatezza.

Conclusione

Possiamo concludere affermando che l’Isotype è il primo progetto di information design, dove l’estetica ha un valore relativo perché ciò che conta di più è trasmettere un’informazione al pubblico nel modo più semplice e diretto possibile.

Information design

Information design è la pratica di presentare delle informazioni rivolte a un pubblico in modo efficace e chiaro.
l’International Institute for Information Design, lo definisce: “si occupa di definire, pianificare e dare forma ai contenuti di un messaggio e al contesto in cui esso viene presentato, con l’intento di ottenere obbiettivi precisi in relazione alle necessità degli utenti.”
Lo troviamo applicato in vari settori come il settore dell’educazione, della divulgazione scientifica ecc… . Tutto ciò lo fa tramite segnaletica, manuali tecnici, mappe, punti di informazione e tanto altro.

Se siete dei grafici designer concorderete con me, che oggi come all’ora si è compreso l’importanza di semplificare, in modo da facilitarne la riconoscibilità e la trasmissione del messaggio.

Personalmente prendo spunto dall’esperienza da Otto Neurath (filosofo, sociologo ed economista austriaco) e dall’illustratore Gerd Arntz, applicando tali principi nei miei lavori, sopratutto li trovo utili quando progetto dei marchi, dove l’immediatezza, la semplicità e la riconoscibilità sono caratteristiche fondamentali.

Concordate con me? Quando progettate a quali esempi e principi vi ispirate?

Lasciate un commento qui sotto.

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Nicoletta Rosone di Click Grafica

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