La perfetta combinazione dei colori, secondo Itten

Solo a chi lo ama il colore manifesta tutta la sua bellezza e la propria intima essenza. Può essere usato da chiunque ma solo a chi lo adora appassionatamente svela il suo profondissimo misteroJohannes Itten 

Il colore è un elemento presente in tutti gli aspetti della nostra vita, sia se sei un grafico designer, artista o no spesso ti ritrovi a utilizzarli e sopratutto a dover decidere quali colori abbinare o no, lo fai quando ti vesti, quando ti trucchi o quando decidi di pitturare casa, lo fai in svariati modi e situazioni, ma la domanda è: “sono riuscito a scegliere la giusta combinazione di colore?” In questo articolo lo scopriremo 😉

Sarà Itten, pittore, scrittore e designer a rivelarcelo.

I colori nella comunicazione

Il colore ha un effetto comunicativo molto potente, ma proprio come afferma Itten, bisogna conoscerlo e amarlo per scoprire tutti i misteri che nascondo. Ottenere questa conoscenza, ci permetterà di utilizzarlo nel modo giusto e sicuramente, se sei un grafico designer ti permetterà di realizzare un ottimo progetto grafico.

Quindi, sei un designer o artista? Domandati: “vuoi che il tuo progetto conquisti chiunque lo guardi? vuoi che il tuo progetto resti indelebile nella mente delle persone?” Sopratutto “ vuoi che il tuo progetto ha un valore comunicativo più potente?”

Se la tua risposta è affermativa, allora non puoi accontentarti di conoscere i colori sommariamente, ma devi studiarli e comprenderli.

Ogni colore ha un effetto estetico diverso, per questo è importante non soffermarsi solo sugli aspetti fisici o chimici, ma dobbiamo andare in profondità e conoscere le sue finalità estetiche.

Inoltre, un punto importante, come ogni artista del passato e presente, non basiamoci, per i nostri progetto, sul gusto personale ma su principi e regole esistenti.  

Ogni colore manifestacomunica e trasmette cose diverse. Conoscere ogni segreto e relazione esistente tra loro, ci permetterà di, in base a come li utilizziamo, a esprimere forza, dolcezza, armonia o disarmonia. Possiamo creare effetti grafici veramente unici.

Inoltre, non dimentichiamo che se ben usato riesce ad attrarre l’attenzione dell’osservatore.

Per riuscirci dobbiamo imparare ad accostarli nel modo giusto.

Mi rendo conto che senza una guida non è facile, effettivamente oggi esistono più di 1200 campioni di colori, cliccate qui per saperne di più, certo questo può spaventare, ma  Itten, ci dà un ottimo strumento che ci illustra il modo migliore per accostarli senza sbagliare.

Chi è Johannes Itten

Johannes Itten è un pittore, scrittore e designer svizzero dei primi anni del ‘900 ed è colui che per primo riuscì a mettere ordine tra i colori. Scoprì ogni loro segreto e la relazione esistente tra le vari tonalità di colore. Creò una vera e propria classificazione di colori in: primari, secondari e complementari (o terziari).

Non meno importante, Itten ci illustra l’aspetto estetico-comunicativo che i colori possono avere e come essi reagiscono una volta colpiti dalla luce. Come?

Il cerchio di Itten

Il cerchio di Itten

A Itten si deve la classificazione dei colori primari, egli decide di illustrarli tramite un cerchio dei colori, che prende il nome: “Il cerchio di Itten”. Vengono rappresentati i colori primari (giallo, blu e rosso) nel triangolo centrale, dalla mescolanza di questi 3 colori si ottengono i 3 colori complementari o secondari (arancio, verde, viola). Da ulteriori mescolanze si ottengono i terziari, raffigurati ai lati dell’esagono (le diverse sfumature e gradazioni di questi colori, nel cerchio esterno). Così in totale abbiamo 12 colori.

Quindi, ordinando visivamente i colori, il cerchio di Itten mostra le relazioni esistenti tra loro, cioè i colori che si ottengono con la mescolanza dei colori primari e così via.

Secondo la teoria di Itten, l’abbinamento tra i colori che si trovano nello stesso spicchio del disco cromatico o in quelli adiacenti genera armonia e un equilibrio cromatico perfetto, invece accostando i colori opposti otteniamo un effetto più vivace, perché i colori complementari appaiono più energici e accentuati.

Per esempio, se vogliamo ottenere un effetto vivace possiamo abbinare il blu all’arancio o il giallo al viola, invece se vogliamo creare armonia tra i colori, allora il blu lo abbineremo alle sue varie sfumature (blu-verde, blu-viola) e viola.

Per concludere, Itten afferma che se vuoi ottenere l’abbinamento perfetto bisogna, una volta scelto il colore di partenza, seguire quelli diametralmente opposti. in tal modo vengono trovati i colori complementari.

Inoltre per Itten il Nero era un elemento abbinabile a tutto, tranne con il marrone e il blu e il bianco, era l’unico colore in grado di star bene con tutti i colori.

Personalmente, ho trovato utile stampare “Il cerchio di Itten” in modo da tenerlo sempre sott’occhio mentre realizzo i miei progetti di designer, perché ci permette di allenare il nostro occhio e riuscire ad abbinare sempre più e nel modo più corretto i colori, creando così armonia.

Per comprendere meglio entriamo nei particolari e vediamo come Itten riuscì ad ottenere un equilibrio cromatico perfetto.

Come ottenere un equilibrio cromatico secondo Itten

Itten afferma che i colori complementari hanno la capacità di annullarsi tra loro se sovrapposti, creando un colore neutro-grigio, al contrario se accostati si esaltano a vicenda raggiungendo il massimo grado di luminosità.

Di ogni colore esiste solo un colore complementare. Per esempio lo sono il giallo con il viola, l’arancione con il blu e il rosso con il verde

Il contrasto di quantità nasce dal reciproco rapporto quantitativo di due colori o più.

La legge dei complementari è alla base della composizione armonica.

A conferma di ciò, Itten afferma che per ottenere un equilibrio visivo piacevole bisogna rispettare dei rapporti specifici di percentuale di superficie, affinché nessuno delle parti di colore predomini sulle altre.

L’effetto che un colore ha, dipende da due fattori principali:

  • L’intensità o luminosità del colore;
  • Le dimensioni del campo o spazio che esso riempie.

Per misurare il grado di luminosità di un colore bisogna metterli a confronto con gli altri colori primari e ponendoli su uno sfondo grigio neutro di luminosità media.

Quindi, Itten basandosi sull’effetto che i colori producono, ha stilato delle percentuali di rapporti di superficie di colori. Scopriamoli insieme.

Le percentuali di rapporti di superficie di colori, secondo Itten

Per esempio, visto che il giallo è un colore molto luminoso rispetto al viola è 3 volte più luminoso, quindi dovrebbe occupare una superficie 3 volte più piccola del suo complementare viola. Abbiamo, quindi questi valori:

  • Giallo:viola = 3:9 parti;
  • Giallo:arancio = 3:4 parti;
  •  Giallo:rosso = 3:6 parti;
  • Giallo:blu = 3:8 parti;
  • Giallo:rosso:blu= 3:6:8 parti;

Ecco altri esempi di valori con colori diversi:
• Arancio:viola:verde = 4:9:6 parti;;
• Arancio:azzurro = 4:8 parti;;
• Rosso:verde = 6:6;

Quindi, possiamo affermare che le proporzioni di ordine armonioso tra colori primari deve essere di 3:6:8, mentre quelle dei secondari deve essere di 4:6:9.

Pertanto le proporzioni armoniche dei colori primari e secondari sono:
giallo 3 – arancio 4 – rosso 6 – viola 9 – blu 8 – verde 6

La teoria dei contrasti di Itten

Il cerchio di Itten

Itten afferma che “i nostri sensi valutano sempre e solo mediante i confronti”, continua riportando questo esempio: “riconosciamo che una linea è lunga soltanto quando essa è messa a confronto con una più corta […] Allo stesso modo, gli effetti cromatici possono venire potenziati o indeboliti dai colori che li contrastano”.

Ecco perché Ittan parla nelle sue teorie di contrasti cromatici.

Grazie alle conoscenze acquisite studiando gli effetti e i comportamenti ottici di ogni colore, Itten li classifica in 7 tipologie (con la parola “contrasto” si riferisce alla sua polarità e tensione dinamica):

  • Contrasto dei colori puri;
  • Contrasto di chiaro e scuro;
  • Contrasto di caldo e freddo;
  • Contrasto dei complementari;
  • Contrasto di simultaneità;
  • Contrasto di qualità;
  • Contrasto di quantità.

Tale classificazione ci fa comprendere che un colore può risultare più brillante o meno oppure può essere esaltato o sminuito, in base a quale colore esso viene messo a confronto (o contrastato).

Prima di continuare con la lettura, visto che per preparare questo articolo c’è voluto molto tempo, in cambio, vi chiedo solo di lasciarmi un like, qui sotto. Vi sarei veramente molto grata. Grazie! [fblike]

Contrasto dei colori puri

Contrasto dei colori puri

Il contrasto dei colori puri consiste nell’accostare solo i colori al più alto grado di saturazione.

Accostando i tre colori: giallo, rosso, azzurro otterremo il massimo grado di tensione. Quindi un risultato molto più energico, vivace, brillante e deciso.

Cosa che non può accadere con colori secondari o con i tre colori mescolati con altri, in quanto perdono la loro forza.

Otterremmo un risultato diverso se venissero accostati al bianco o al nero. Il bianco in quanto moderatore di luminosità renderebbe i colori circostanti più scuri. Al contrario, il nero li renderebbe più chiari.

Contrasto di chiaro e scuro

In questo caso, non si parla più di colori puri, ma di colori ottenuti dalle mescolanze e dall’aggiunta di luminosità o meno. Parliamo così di contrasti polari.

Il massimo grado di contrasto chiaro-scuro lo otterremo con il bianco e il nero, nel mezzo si creano i grigi.

Per Ittan il totale delle gradazioni di grigio ottenute con l’aggiunta del nero o del bianco è di 12 gradazioni.

Se aggiungiamo il bianco avremo un colore più luminoso, al contrario aggiungendo del nero avremo un colore più scuro.

Stessa cosa avviene con gli altri colori, secondo Ittan ogni colore viene collocato alla stessa linea delle dodici gradazioni di grigio, in quanto vengono mescolati al bianco o al nero, ottenendo così il chiaro e scuro.

Quindi, in base alla sua teoria abbiamo per esempio il giallo posto nella stessa linea della quarta casella del grigio, l’arancio della sesta, il rosso dell’ottava, l’azzurro della nona e il viola della decima.

Un’ultima cosa, non meno importante da tenere in mente quando progettiamo è che, anche le gradazioni di grigio sono soggetti a essere influenzati se accostati ad altri colori, non apparendo più come un grigio neutro ma più simile alla tonalità del colore che lo circonda.

Ancora, il contrasto chiaro-scuro se ben accostati possono produrre un effetto tridimensionale. Com’è possibile?

Il nostro occhio percepisce il chiaro e scuro come profondità, percependo lo scuro come profondità, rientranza e il chiaro come colei che dona volume, spazio, luminosità, altezza e gonfiore.

Contrasto di caldo e freddo

Tale classificazione si basa sulla concezione che i colori caldi sono quelli legati alla luce solare e al fuoco e invece i colori freddi alla luce lunare e alle acque dei mari.

Quindi, si sono classificati per colori caldi: rosso, giallo, arancio. Tali colori riescono a predominare maggiormente e a essere più vistosi.

Invece, per colori freddi: verde-azzurro, viola tenue, ciano e così via. Al contrario dei colori caldi, sono meno dominanti ed evidenti.

Quindi, secondo Itten per ottenere un contrasto di caldo-freddo è necessario accostare i colori che si trovano sui due lati opposti del cerchio cromatico di Itten.

Tenete presente che tutte le tonalità posso acquisire delle tonalità più calde o più fredde in base all’aggiunta di rosso o giallo per renderli più calde e azzurro e bianco per renderli più fredde.

Queste tinte messe a confronto con altri toni più freddi o più caldi possono generare proprio quel contrasto a cui Itten si riferiva, dando vita ad effetti luminosi caldi e scuri o caldi e chiari. Gli unici che rimangono alterati sono il verde-azzurro e il rosso-arancio.

Contrasto di complementari

Sono i colori che nel cerchio cromatico costituiscono la massima contrapposizione e il maggior rafforzamento delle tinte ma che tengono a richiamarsi reciprocamente.

Abbiamo:

  • Giallo complementare del viola;
  • Giallo-arancione complementare del blu-viola;
  • Arancio complementare del blu;
  • Rosso-arancio complementare del blu-verde;
  • Rosso complementare del verde;
  • Rosso-viola complementare del giallo-verde.

Possiamo notare che sono presenti tutti e tre i colori fondamentali, i colori puri e i colori mescolati.

Dal momento che la combinazione dei tre colori fondamentali da il grigio, allo stesso modo, se combiniamo due colori complementari darà un grigio.

Itten afferma che “i colori complementari, usati in giusti rapporti quantitativi danno effetti di solida staticità e conservano inalterati la loro luminosità e la loro cromaticità.”

Ad eccezione del rosso e del verde che accostati emanano lo stesso grado di luminosità e lucentezza, gli altri colori per non prevalere sull’altro devono rispettare il rapporto di proporzioni di equilibrio cromatico stilato da Itten.

Perché esistono colori che tendono ad espandersi, come l’arancio e colori come il blu che tendono invece a chiudersi.

Contrasto di simultaneità

mescolanza-sottrattiva-colori

Ogni colore produce simultaneamente il proprio contrario, e più lungo è il tempo di osservazione del colore dominante e più esso appare luminoso.

Come mai questo avviene? Perché si è scoperto che la retina dell’occhio viene colpita in una certa area da una data tonalità di colore e nelle zone restanti viene percepita la tonalità complementare.

Ecco perché viene affermato che: “la realtà di un colore non coincide sempre con il suo effetto”.

Infatti, spesso l’occhio viene per così dire ingannato in quanto alcuni colori accanto ad altri vengono percepiti diversamente se presi singolarmente. Per esempio, il giallo accostato al viola appare più luminoso, più acceso, invece il viola viene messo più in risalto. Stessa cosa avviene per il blu accostato all’arancio.

Grazie a questi fenomeni, si possono creare diversi effetti grafici e vibrazioni dinamiche.

Contrasto di qualità

Si ha un colors cromatico di qualità con un alto grado di purezza e di saturazione.

Quindi, quando parliamo di contrasto di qualità ci riferiamo solo ai colori puri o ad altri colori tonali offuscati.

Da questo impariamo che i colori puri se mescolati con il bianco o il nero cambiano colore, per capirci meglio, se aggiungiamo del bianco al rosso otterremo il rosa, se aggiungiamo del nero otterremo il marrone e così via per gli altri colori.

Invece, riferendoci ai grigi possiamo dire che la loro luminosità dipende dai colori a esso accostati, invece i colori inseriti tra i grigi appaiono meno luminosi.

Itten afferma: “si è liberi di giustapporre vari colori in macchie più o meno larghe ma è doveroso chiedersi se esiste un loro rapporto reciproco che sia esattamente equilibrato, tale cioè che nessun colore risalti più dell’altro”

Inserire immagine contrasto di quantità di Itten

Tale rapporto viene così redatto da Itten: il giallo tre volte inferiore al suo complementare viola; l’arancio nel rapporto con il blu di uno a due; rosso nel rapporto con il verde di pari reso.

Contrasto di quantità

contrasto di quantità di Itten

Per il fenomeno dell’irradiazione, alcuni colori tendono a chiudersi apparendo all’occhio umano come più piccoli e altri invece tendono a dilatarsi apparendo più grandi, per questo Itten afferma che per avere un certo equilibrio cromatico bisogna adattare le dimensioni dello spazio che occupa i colori in base alla loro luminosità ed effetto.
Per esempio il giallo tende a dilatarsi, quindi se accostato al viola che invece tende a contrarsi, allora è bene che impostiamo il giallo su uno spazio minore (3 volte inferiore) rispetto al viola.

Conclusioni

Le cose da dire sono veramente tante. Spero di non avervi annoiato, ma è un’argomento che merita un lungo articolo.

Itten è riuscito a comprendere bene i colori, li ha studiati veramente per lungo tempo e grazie a questo oggi possiamo imparare a usare ed accostare i colori nel modo più corretto possibile.

Per scrivere questo articolo ho impiegato diverse ore, in cambio, vi chiedo solo di lasciarmi un like, qui sotto. Vi sarei veramente molto grata. Grazie! [fblike]

Alla Prossima

Nicoletta di Click Grafica

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