La psicologia della forma applicata al design

La psicologia della forma (Gestalt) applicata al design

La psicologia della forma (Gestalt) applicata al design

Di cosa si occupa la psicologia della forma (Gestalt)? Perché è così importante che un grafico design sappia applicarla nei suoi progetti?

Sono sicura che vi basterà leggere il concetto fondamentale che sta alla base della Gestalt, per concordare con me che un designer deve necessariamente conoscere bene tutti gli aspetti della psicologia della forma.

Quindi, non perdiamo altro tempo e scopriamo insieme cosa ci rivela:

  • La percezione visiva segue delle leggi innate nell’uomo;
  • “Esiste un rapporto tra i vari elementi (o forme) in relazione allo spazio (o sfondo) in cui sono posti. Questo va a influire sul modo in cui vengono percepiti”

Detta così sembra complicato, lo so, ma continuate a leggere e vi prometto che vi chiarirò ogni dubbio.

In questo caso si parla di “percezione visiva” perché sono gli occhi a trasmettere al nostro cervello continuamente delle informazioni, il quale, in seguito, le elabora dando loro significato.

  • Quindi, in base a quello che abbiamo appena detto è possibile affermare che possiamo trasmettere messaggi più o meno efficaci ed ottenere effetti diversi in base al rapporto tra elemento e sfondo che andremo ad applicare.
  • Concetto importante per un grafico designer il quale ruolo è tramettere dei messaggi efficaci, chiari e diretti da parte delle aziende, perché ci aiuta a comprendere l’importanza di non posizionare in modo casuale i nostri elementi (una foto, un testo, un elemento grafico, un’infografia ecc…) sul progetto grafico, ma è importante che seguiamo dei processi e che rispettiamo delle leggi innate e non che influenzano la percezione visiva di ogni individuo. Perché solo così possiamo ottenere un buon risultato.
  • Proprio così, quindi non pensare che basti solo semplicemente seguire il proprio gusto personale o la scelta progettuale più comoda per noi per realizzare un buon progetto grafico, che può essere un logo, un volantino, un packaging e tanto altro, perché le cose non stanno così.
  • Sapevi che è grazie a queste teorie che oggi molti sono riusciti a creare delle illusioni ottiche che ti lasciano a bocca aperta?
  • Avete mai sentito parlare del vaso di Rubin?

    Cliccate sul nome per visionarla e osservatelo un attimo.

    Cosa vedete? Due profili di visi o un vaso?

    Vi ricordate che abbiamo detto che gli occhi vedono e trasmettono delle informazioni al nostro cervello? Bene, grazie al giusto rapporto esistente tra gli elementi in nero e lo sfondo bianco, il nostro cervello non fa altro che percepire prima un vaso (al centro) e poi due profili di visi (ai lati).

    Non è un effetto accattivante? Un effetto ottenuto grazie all’applicazione corretta del rapporto figura-sfondo.

    Esaminiamo adesso in modo più dettagliato i rapporti esistenti.

    Rapporto figura-sfondo (o contrasto)

    Con figura ci riferiamo a qualsiasi elemento in un dato spazio. Con “Sfondo” ci riferiamo allo spazio in cui è inserito l’elemento.

    Tale rapporto viene anche chiamato spazio negativo e/o positivo, lo spazio negativo è lo spazio che circonda l’elemento, invece lo spazio positivo è la forma o elemento in sé stesso.

    Tale rapporto ci insegna un concetto fondamentale: “ogni forma o elemento è percepita non in modo isolato ma nel suo contesto”. Quindi, sia l’elemento che lo spazio che lo circonda hanno un ruolo fondamentale in quanto il secondo (lo sfondo) influisce sul primo e viceversa.

    È vero che spesso possiamo asserire di notare prima l’elemento che lo spazio circostante, ma come ci dimostra anche il vaso di Rubin, non è sempre così, in quanto quello che si percepisce dipende dal definire figura l’elemento in bianco su nero o gli elementi neri su bianco. Concetto altamente dimostrato dalla Psicologia della Gestalt.
    Inoltre, è stato provato che il nostro cervello decide di percepire come elemento l’oggetto più piccolo e come sfondo l’oggetto più grande (Principio di Area).

    Un altro esempio famoso che ci fa comprendere il rapporto tra spazio negativo e positivo è l’opera di john Langdon, il quale riesce a dirigere l’occhio umano per riconoscere le due parole “you” e “me”

    Rapporto aureo e il rapporto dei terzi

    Volete creare dei progetti armoniosi è proporzionalmente piacevoli all’occhio umano? Allora non dimenticate di applicare tale rapporto.

    Il fondatore di tale rapporto è Fibonacci, il quale ha scoperto la sequenza numerica il cui numero in successione viene calcolato sommando i due precedenti: 1,2,3,5,8,13,21,34,55,89,144…ecc.

    Tale numero indica il rapporto fra due lunghezze disuguali, delle quali la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la somma delle due.

    Il fondatore di tale rapporto. è Fibonacci, il quale ha scoperto la sequenza numerica il cui numero in successione viene calcolato sommando i due precedenti: ,1,2,3,5,8,13,21,34,55,89,144…ecc. Possiamo in poche parole definire la sezione aurea una proporzione matematica, che si basa sul rapporto tra due numeri che dà come risultato numerico 1,618 (numero approssimato).

    Spesso tale rapporto lo ritroviamo in svariati elementi naturali, dove assume un aspetto di spirale (spirale di fibonacci).

    Un esempio lampante è il guscio di una lumaca, alcune conchiglie, i cicloni, i volatili.

    Inoltre, molti artisti e design si sono ispirati ad essa per creare dei progetti armoniosi.

    La spirale di Fibonacci

    Come possiamo noi grafici designer applicare tale rapporto nei nostri progetti?

    Utilizzando le forme geometriche (rettangoli o cerchi), la spirale di Fibonacci e le griglie ottenute grazie alla sequenza numerica scoperta da Fibonacci.

    Per esempio, per creare questo logo ho utilizzato la spirale di Fibonacci e dei cerchi ottenuti grazie alla sezione aurea.

    Cliccate qui per vedere il video e seguire il processo applicato in ogni suo passo.

    Un logo progettato seguendo la tecnica della Golden ratio e la fusione degli elementi geometrici e l’uso della spirale di Fibonacci.

    Tali sequenze non vengono applicati solo in progetti grafici come loghi, riviste e così via. Sapevate che spesso dietro a una bella fotografia c’è un fotografo che ha applicato la regola dei terzi?

    Cosa è la regola dei terzi? Come si applica?

    Tale regola afferma che dividendo in 9 riquadri un’immagine possiamo ottenere i quattro punti di intersezione che rappresentano i punti di maggior influenza sull’occhio umano. Quindi, posizionando il soggetto principale proprio in questi punti di forza otteniamo uno scatto ben fatto, uno scatto che ha un fascino maggiore sul nostro osservatore.

    Sì, proprio così applicando queste teorie riusciamo a convincere, ad attrarre di più il nostro osservatore perché l’occhio umano percepisce tali immagini come elementi più belli rispetto ad altri che non rispettano tali rapporti.

    Ancora una volta comprendiamo l’importanza di conoscere ogni aspetto della teoria della forma (Gestalt) perché, come già detto più volte, ci permetterà di comunicare il messaggio in modo più accattivante ed efficace.

    Ancora una volta, vediamo in pratica, l’applicazione del rapporto aureo e la regola dei terzi, questa volta su uno scatto fotografico e poi ditemi se questa immagine non è veramente bella.

    Questa inquadratura rispetta la regola dei terzi e della spirale di fibonacci o ancora sezione aurea

    Questa inquadratura rispetta la regola dei terzi e della spirale di fibonacci o ancora sezione aureaSe volete approfondire l’argomento, troverete in questo articolo “Scegliere la foto giusta con un budget limitato” dei paragrafi che ne spiegano in dettaglio come applicare tali regole.

    Invece, vi invito a guardare un grande esempio di un poster che applica tali regole “women of art and rock”. Qui le figure geometriche semplici e le linee comunicano un messaggio musicale. Tale composizione si divide orizzontalmente e verticalmente con il posizionamento delle immagini principali al centro. Inoltre, utilizzando il colore rosso nella parte superiore e inferiore fa in modo di guidare l’occhio umano spingendolo a muoversi tra i due punti.

    Un grande esempio per noi grafici designer che vogliamo sempre più crescere e migliorarci.

    Rapporto simmetria/asimmetria

    Per simmetria si intende quando gli elementi sono posizionati su un layout al centro e in modo parallelo o meglio speculare, avendo così lo stesso spazio sia sopra/sotto e a sinistra/destra.

    In un progetto grafico, tale simmetria dona un aspetto armonioso ed equilibrato.

    Nel rapporto asimettrico gli elementi non sono posizionati al centro ma seguono ugualmente una composizione che giocando su dimensioni, contrasto, spazio e tensione creano una composizione piacevole all’occhio ed equilibrata. In questa composizione grafica lo spazio negativo ha un ruolo fondamentale e attivo. Non meno lo sono gli elementi.

    Le principali differenze tra le due composizione simmetria/asimmetria sono:

    • La composizione simmetrica evoca la tradizione, l’ordine, la razionalità, la serenità, la staticità ed equilibrio.
    • Nella percezione di questa composizione grafica ha qui un’influenza sostanziale il fatto che il corpo umano appare simmetrico. Al contrario l’asimmetria è molto più dinamica, dona movimento e tensione.

    Quindi, ancora una volta comprendiamo che è sbagliato pensare che possiamo collocare gli elementi in modo casuale, perché il progetto perderebbe il suo giusto equilibro e bellezza.

    Rapporto della chiusura o continuità

    La Gestalt afferma che l’occhio umano tende a chiudere o completare le linee, gli oggetti e/o gli spazi che non sono completi e di continuare a muoversi intorno alla loro forma. Concetto legato al rapporto forma/sfondo in quanto lo sfondo e l’elemento si fondono tra loro, creando nella nostra mente l’elemento completo anche se non lo è.

    Tale risultato spesso è ottenibile solo nel caso in cui già l’osservatore conosce la forma completa di quel elemento.

    Quindi, un grafico designer può utilizzare questo principio creando grafiche particolari che fanno intuire dei elementi senza per forza disegnarli in modo completo, o ancora può usare tale principio per dirigere l’occhio umano a guardare secondo una sequenza ben precisa e soprattutto voluta. Principio che si può applicare in un progetto di composizione.

    Quindi, possiamo affermare che davanti a una linea continua o non, il nostro cervello decide di seguirne il movimento creando nella nostra mente una figura completa.

    Rapporto di vicinanza o prossimità

    rapporto di vicinanza

    Gli elementi possono essere percepiti come unico elemento in base a quanto spazio tra gli elementi esiste.
    Quindi, accade che se i segni sono vicini tra loro sono percepiti come un unico elemento, al contrario vengono percepiti come elementi distinti e separati.

    Volete un esempio? Pensate semplicemente a una “parola” scritta.

    Le lettere che formano una parola sono in se stessi degli elementi singoli, ma se posizionati l’uno vicino all’altro, noi percepiamo tali elementi come un unico. Per noi è la parola.

    Così accade con più elementi grafici (come linee, forme geometrie ecc…), se posizionati vicini vengono percepiti come un elemento unico. Questo è possibile solo se già, precedentemente, la nostra mente conosce bene l’elemento finale ottenuto. Per capirci, non riusciremo mai a percepire una forma di scarpa se nella nostra vita non abbiamo mai visto una scarpa.

    Rapporto di vicinanza

    Rapporto di parallelismo

    Più elementi con la stessa dimensione, forma, stile, colore se posizionati in modo parallelo e vicino vengono percepiti come elementi unici, perché la nostra mente li raggruppa.

    Rapporto di sequenza e ritmo

    rapporto di sequenza/ritmo
    La sequenza di ritmo consiste nel posizionare in maniera ripetuta e a intervalli regolari (non necessariamente devono essere uguali) degli elementi unici.

    Rapporto di somiglianza

    rapporto di vicinanza
    L’occhio umano tende a percepire tutti quegli elementi simili, dello stesso colore, dimensione, forma come unico oggetto.
    Tale principio può essere utile a noi grafici designer per creare dei progetti grafici usando e posizionando elementi simili come se fossero un puzzle per formare nella mente dei disegni completi.

    Rapporto di semplicità

    La semplicità evoca un senso di chiarezza, raffinatezza e utilità.
    In un progetto grafico ridurre gli elementi può fare la differenza, in quanto il progetto apparirà più funzionale, leggibile e riconoscibile.
    Questo perché la nostra mente predilige le forme semplici da quelle complesse.

    Concetto importante per farci capire di non appesantire troppo i nostri progetti con troppi particolari o elementi.

    Conclusione

    I principi della Gestalt affermano che la percezione visiva segue delle leggi innate nell’uomo.
    Se vogliamo che i nostri progetti grafici siano funzionali è importante che seguono anche tali principi, ma per farlo dobbiamo prima conoscerli bene.

    Tale studio ci permetterà di creare delle grafiche uniche che si distinguono.

    Potremmo continuare con questo elenco perché i rapporti esistenti sono veramente tanti, ma spero che questi vi possano essere utili, ricordandovi l’importanza di conoscere la psicologia delle forme per migliorarci nella nostra professione e per garantire dei progetti ben equilibrati e funzionali ai nostri clienti.

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    Grazie della vostra attenzione.

    Alla prossima

    Nicoletta da Click Grafica

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