Come la prospettiva nei segni grafici riesce a ingannare l'occhio umano

La prospettiva, il volume e i segni grafici

La prospettiva, il volume e i segni grafici

Sapevate che qualsiasi tipo di forma grafica è priva di volume, in quanto è bidimensionale? Solo, grazie all’uso di tecniche ben precise possiamo far percepire all’occhio umano una forma bidimensionale come se fosse tridimensionale, oppure in rilievo e così via.

In questo articolo non spiegherò come disegnare in modo prospettico, ma solo come, grazie a delle scelte tecniche riusciamo a ingannare l’occhio umano, portandolo spesso a immaginare ciò che in realtà non è.

Partiamo dalle origini

Grazie a molti artisti e artigiani che decisero di sfidare i limiti della superficie, oggi siamo in grado di donare l’aspetto che vogliamo al nostro segno grafico.

Nel corso degli anni, cominciarono a collocare gli elementi nello stesso piano, partendo da una linea di fuga e inserendo l’uno dentro l’altro si accorsero che l’elemento più piccolo veniva percepito come quello più lontano, invece l’elemento più grande come quello più vicino.

Ecco che nasce la prospettiva. Esistono vari tipi di prospettive, quelle che danno un aspetto di profondità, quella tridimensionale e così via. In questo articolo parlerò solo della profondità, dell’effetto tridimensionale e dell’effetto rilievo.

La profondità

Sapevate che davanti a due elementi che si intrecciano fra loro, dove il primo presenta tutte le linee che lo compongo e invece al secondo vengono eliminate le linee sovraesposte al primo, l’occhio umano decide di completare le linee mancanti nella propria mente, percependo così l’unione di tutti gli elementi come un unico oggetto caratterizzato da una profondità.

Effetto tridimensionale

Non è sempre facile creare un effetto tridimensionale, perché se non appare in modo “naturale” l’uomo non lo percepisce.

Le caratteristiche principali di un elemento tridimensionale sono il chiaro-scuro, le ombre e il suo punto di fuga.
Grazie al chiaro scuro si riesce a modellare le forme e solo insieme all’uso di ombre si riesce a donargli un aspetto tridimensionale.
Inoltre, è importante posizionare il punto di fuga nella posizione giusta. Per esempio, è stato provato che se il punto di fuga si trova esattamente al centro ed è esattamente simmetrico all’elemento si fa più fatica a vedere la prospettiva.

Effetto rilievo

La caratteristica presente in un elemento che ha un aspetto di rilievo o incavo è sicuramente la presenza di linee inclinate che partono dalla base dell’elemento disegnato. Questo però non basta, perché in alcuni casi l’uomo potrebbe essere confuso e non capire se il segno grafico è incavo o in rilievo.

Ecco cosa può venirci in aiuto. L’uso delle ombre e dei punti luce.

Proprio così. dobbiamo riuscire a dare un orientamento alla luce, far comprendere all’occhio umano da dove essa parte. Una volta deciso questo, inseriremo l’ombra, ricreandola come nella realtà.

In base a ciò saremo in grado di ricreare effetti diversi.

Per esempio, possiamo ottenere un effetto diverso se l’ombra viene proiettata su una superficie immaginaria, otterremo così un effetto maggiore di prospettiva.

Conclusione

Sicuramente queste non sono le uniche tecniche e mi sono soffermata solo a spiegare i punti basilari.

Comunque, oggi siamo aiutati da molti software che ci permettono di gestire la prospettiva al meglio. Due di questi, che amo particolarmente, sono Adobe Illustrator e Photoshop.

Illustrator sempre di più presenta varie funzioni per realizzare progetti in prospettiva e anche in 3D. Per esempio sicuramente la guida prospettica ci aiuta a realizzarne diversi.

Qualsiasi software noi decidiamo di utilizzare è bene conoscere questi concetti di base, perché ci aiuteranno a realizzare un progetto ottimale in ogni suo particolare.

 

Alla prossima

da Nicoletta di Click Grafica

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